Come funziona davvero questa relazione

THC e CBD sono due fitocannabinoidi della canapa.
CB1 e CB2 sono i due principali recettori del sistema endocannabinoide umano.

CB1

  • Si trova soprattutto nel sistema nervoso centrale
  • Regola: percezione, memoria, appetito, tono dell’umore, risposta allo stress
  • Il THC si lega con alta affinità → effetti psicoattivi e modulazione neurologica

CB2

  • Prevalente nel sistema immunitario e nei tessuti periferici
  • Regola: infiammazione, risposta immunitaria, riparazione tissutale
  • Il CBD non si lega direttamente, ma modula CB2 e altri recettori → effetto antinfiammatorio e riequilibrante

Perché tutto questo porta all’omeostasi

Il sistema endocannabinoide è un “termostato biologico”:

  • attenua eccessi
  • compensa deficit
  • ristabilisce equilibrio tra sistemi (nervoso, immunitario, endocrino)

Quando THC e CBD interagiscono con CB1 e CB2, non aggiungono qualcosa dall’esterno, ma stimolano o modulano un sistema già presente, che ha come unico scopo mantenere l’omeostasi.

«Dalla prossima settimana sarò presente tutte le domeniche in

Piazza della Resistenza 1, a Porto Mantovano.

Uno spazio aperto, semplice e accessibile, dove incontrarci, ascoltare, confrontarci e costruire insieme responsabilità adulta e presenza civica.»

La politica non è rumore.
Non è branco.
Non è sopraffazione né teatro.

È postura, misura, capacità di stare in piedi anche quando il contesto spinge verso la semplificazione, la provocazione, la violenza verbale o simbolica.

In questi giorni ho attraversato situazioni diverse, alcune apparentemente marginali, altre più dense. In tutte ho visto la stessa dinamica ripetersi: gruppi che cercano forza nel numero, identità che si reggono sulla contrapposizione, ruoli che esistono solo finché qualcuno li legittima.

La vera forza politica, oggi, è sottrarsi a questo schema.
Non reagire al rumore.
Non farsi trascinare nella logica del branco.
Non confondere la fermezza con l’aggressività.

Essere adulti, in politica, significa saper mettere un confine senza alzare la voce.
Significa parlare uno a uno, non contro molti.
Significa assumersi la responsabilità delle proprie parole e delle proprie azioni, senza rifugiarsi dietro simboli, etichette o appartenenze di comodo.

Viviamo in una fase in cui la coerenza viene spesso derisa come ingenuità e la misura scambiata per debolezza. È un errore profondo.
La misura è ciò che resta quando il teatro finisce.
La coerenza è ciò che regge quando il gruppo si disperde.

Il progetto politico che sto costruendo nasce da qui: dalla convinzione che serva un nuovo umanesimo civile, capace di riportare dignità, responsabilità e presenza adulta nello spazio pubblico. Non per vincere contro qualcuno, ma per non perdere noi stessi.

Continuerò su questa linea, senza scorciatoie e senza rumore.
Perché la politica, quando è seria, non ha bisogno di urlare.


🔶 Perché Don Gallo può essere considerato un umanista

1. Centralità della persona, non dell’istituzione

Per Don Gallo la persona veniva prima del ruolo, della norma, della struttura.
Non era relativismo: era priorità dell’umano sul dispositivo.
Questo è umanesimo puro.

2. Dignità come fondamento, non come premio

Non “ti do dignità se…”, ma “tu hai dignità, punto”.
Che tu sia ultimo, fragile, fuori posto, non cambia nulla.
È la stessa logica del tuo Nuovo Umanesimo: la dignità non si negozia.

3. Libertà adulta, non libertà infantile

Don Gallo non era un ribelle per gusto.
Era un uomo che si assumeva la responsabilità delle sue scelte, anche quando erano scomode.
La libertà come responsabilità personale è un tratto tipico dell’umanesimo contemporaneo.

4. Rifiuto della retorica del potere

Non cercava palchi, non cercava consenso.
Smontava la retorica con ironia, con presenza, con ascolto.
Un umanesimo non ideologico, non teatrale.

5. Umanesimo della strada, non delle accademie

Come Vian, come Pasolini, come Gaber:
un umanesimo incarnato, quotidiano, fatto di relazioni reali, non di trattati.

6. La cura come gesto politico

Non assistenzialismo, non pietismo.
Cura come riconoscimento dell’altro.
È una forma di umanesimo operativo, non teorico.


🔶 La formula sintetica

Don Gallo è un umanista perché ha messo la persona al centro, contro ogni forma di potere che pretendeva di definirla dall’esterno.


Boris Vian non è solo uno scrittore.
È un modo di stare al mondo.

Jazzista, inventore, ingegnere, poeta, provocatore gentile: Vian attraversa il Novecento come un corpo libero, capace di trasformare la vita quotidiana in gesto creativo.
Non costruisce sistemi, non predica, non si mette in posa.
Sceglie la via più difficile: essere umano senza chiedere permesso.

Nei suoi romanzi gli oggetti respirano, le emozioni cambiano forma, le istituzioni diventano assurde.
E in mezzo a tutto questo, l’unica cosa che resta è la persona: fragile, ironica, responsabile del proprio ritmo.

Per questo oggi lo leggiamo come un umanista contemporaneo.
Non perché guardi al passato, ma perché anticipa ciò che manca:
la libertà adulta, la leggerezza precisa, la capacità di non trasformare il dolore in teatro.

Boris Vian ci ricorda che l’umano non si definisce:
si inventa, si ascolta, si fa.


Aforismi essenziali di Boris Vian

1. “A che pro sollevare le montagne quando è così semplice oltrepassarle?”

Fonte: La schiuma dei giorni

2. “Quello che mi interessa non è la felicità di tutti gli uomini, è quella di ciascuno di loro.”

Fonte: Frasi Celebri

3. “Se il lavoro è l’oppio del popolo, allora non voglio diventare drogato.”

Fonte: La schiuma dei giorni

4. “È molto meno indecente andare a letto insieme che guardarsi negli occhi.”

Fonte: Wikiquote

5. “Dunque, dire idiozie, oggi, quando tutti riflettono profondamente, rimane il solo mezzo per provare la propria libertà.”

Fonte: Citazioni e frasi celebri


in foto Boris Vian

Buon lunedi 12 gennaio 2026, oggi è un giorno decisamente impegnativo…. è finito il periodo delle vacanze, ferie, riposo e occupazione del tempo libero… 45 anni si diceva che avremo avuto un epoca in cui saremo tutti entrati nell’era del tempo libero… Ebbene ci siamo … le persone ADORANO il loro piccolo, minuscolo esiguo tempo libero… siamo in una momento storico dove il sistema 888 non funziona più… 8 ore per dormire (troppe) 8 di svago (falso) 8 per Lavorare (falso) oggi è 12/12 per tanti tanti fanno 6-10-8 tanti altri come me fanno 8 di svago 8 di impegno “lavorativo” 4 di studio e 4 ore per dormire… per me è il top…ma è una cosa permessa a pochi secondo il mio punto di vista… cè l’obbligo di fare almeno 173 ore mensili di presenza lavorativa… per avere 2 spicci… e con quei due spicci cercare di avere una vita dignitosa… mission impossible! Il Partito vuole una cosa fondamentale … la dignità nel mondo del lavoro… la dignità di Vita… un futuro per i giovani e una sicurezza per neo padri di famiglia… Ma non cè niente da fare si spenderanno circa 20.000.000.000 di euro per il riarmo… denutrendo la popolazione con cibi sempre meno genuini e scarsi in qualità nutrizionali… poi cè il mito della firma … poi lo status quo del mezzo di trasporto… poi cè una scuola che controlla la psiche e non accultura…poi poi poi lo sappiamo tutti che la maggior parte del 14% percentuale della popolazione non riesce o quasi a chiudere il mese… ma questi 14% di popolazione non è gelosa del proprio lavoro… no no no… è gelosa del proprio tempo libero… guai impegnarli in quel tempo con telefonate, incontri, corsi … etc… aggia fà non posso sono impegnato … mio figlio, mio nipote, mia casa mia mia oppure sono stanco devo riposare e dorme 12 ore al giorno… e poi il lunedi se va bene vanno al lavoro … stanchi perchè la domenica serve per lo svago quindi viaggi autostrade le firme l’automobile… il cibo “buono” della locanda tal dei tali…. se va bene allora ricevi un sacco di foto video selfie etc… se stai in casa perchè hai un filo di mal di gola… non posti piu niente… non si risponde perchè non si ha tempo tranne che il MIO TEMPO LIBERO… tanto sudato e meritato… e cosi il lunedi fino a venerdi ci si occupa dei social …. e mentre si lavora si chiamano i parenti.. eh già i parenti … quelli serpenti… ? quelli presenti se stai male da morire … o quelli che si radunano finalmente quando uno muore… si piange ci si commuove … si mangia assieme ci si ama… un po come a Natale o Pasqua… poi il deserto la routine… la disperazione la solitudine e ci si affoga quando dove? l’aperitivo.. ecco un bello spritz con il campari… uno spinello di fumasso, una tiratina di neve … e via che la fatica di una giornata passa…. il portafoglio diminuisce e non si arriva a fine mese…. ma allora dico… dove vogliamo arrivare? dove è finito il popolo? Il popolo è un insieme di cosa di SINGOL…. (single) dalle 17.30 si arriva alle 19.30… una spesa fugace… e poi na cena rapida… stramazzati e confusi… E allora sì, oggi — 12 gennaio 2026 — non è solo un lunedì difficile.
È lo specchio di un’epoca che ha smarrito la misura: troppo lavoro che non nutre, troppo svago che non riposa, troppo consumo che non riempie, troppo rumore che non parla.

Il popolo non è scomparso: si è frantumato.
È diventato una somma di singoli che difendono l’unica cosa che sentono davvero loro: il tempo libero.
Un tempo libero che però non libera, ma anestetizza.

E in mezzo a tutto questo, resta una domanda che nessuno vuole più fare:
che cosa significa vivere con dignità?

Non dignità come slogan, ma come condizione minima per respirare, crescere, costruire, generare futuro.
Dignità nel lavoro, nella casa, nella famiglia, nella salute, nel cibo, nella scuola.
Dignità come fondamento, non come premio.

Perché un Paese che investe miliardi in armi e centesimi nelle persone non è un Paese forte: è un Paese stanco.
E un popolo che vive solo per il weekend non è un popolo libero: è un popolo in apnea.

La verità è semplice:
non serve più tempo libero. Serve più vita.

E la vita non si compra, non si posta, non si firma.
Si costruisce.
Insieme. Firmato Tessera 0/zero del Partito Laburista italiano= www.stefanopoletto.it

🧬 Homo sapiens sapiens non conosce se stesso

Siamo la specie che ha mappato il genoma, misurato il fondo cosmico, costruito intelligenze artificiali e inviato sonde oltre il sistema solare.
Eppure, davanti allo specchio, restiamo un enigma.

L’essere umano conosce quasi tutto ciò che lo circonda, ma fatica a conoscere ciò che lo muove:
le sue paure, i suoi automatismi, i suoi desideri più profondi.
Abbiamo parole per descrivere il mondo, ma non sempre per descrivere noi stessi.

Forse è questo il paradosso dell’Homo sapiens sapiens:
due volte “sapiens”, eppure ancora in ricerca.
Capace di analizzare tutto, tranne il proprio cuore.
Capace di costruire sistemi complessi, ma non sempre di comprendere le proprie contraddizioni.

E proprio qui sta la nostra grandezza:
nel fatto che continuiamo a cercare.
A interrogarci.
A sbagliare, correggere, riprovare.
A tentare di capire chi siamo, anche quando non ci riusciamo del tutto.

L’auto‑conoscenza non è un punto d’arrivo.
È un movimento.
Un cammino.
Una tensione che ci tiene vivi.

Finché non ci conosciamo davvero, continuiamo a evolvere.
Ed è forse questo che ci rende umani?

Le onde cerebrali sono i ritmi elettrici prodotti dall’attività dei neuroni. Si misurano con l’elettroencefalogramma (EEG) e si dividono in cinque grandi categorie, ognuna associata a uno stato mentale diverso.

🧠 Le 5 onde cerebrali principali

Le onde cerebrali sono i ritmi elettrici prodotti dall’attività dei neuroni. Si misurano con l’elettroencefalogramma (EEG) e si dividono in cinque grandi categorie, ognuna associata a uno stato mentale diverso.

1) Onde Delta (0,5 – 4 Hz)

🌙 Sonno profondo

  • Compaiono durante il sonno non‑REM più profondo.
  • Sono fondamentali per la rigenerazione fisica e il recupero.
  • Dominanti nei neonati, diminuiscono con l’età.

2) Onde Theta (4 – 8 Hz)

💭 Creatività, sogno, meditazione profonda

  • Presenti nelle fasi di sonno leggero e nei sogni (REM).
  • Compaiono anche in stati di immaginazione, intuizione, trance leggera.
  • Molto studiate nelle pratiche meditative.

3) Onde Alpha (8 – 12 Hz)

😌 Rilassamento vigile

  • Tipiche quando sei sveglio ma rilassato (es. occhi chiusi, respirazione calma).
  • Associate a calma mentale, equilibrio, concentrazione morbida.
  • Spesso aumentano con meditazione, yoga, respirazione.

4) Onde Beta (12 – 30 Hz)

Attività mentale, attenzione, problem solving

  • Dominanti quando sei sveglio, attivo, concentrato.
  • Aumentano con il lavoro mentale, il ragionamento, il parlare.
  • Se troppo elevate possono essere correlate a stress o ansia.

5) Onde Gamma (30 – 100 Hz)

Massima integrazione cognitiva

  • Associate a insight, memoria, apprendimento veloce.
  • Molto presenti in stati di alta concentrazione o “peak performance”.
  • Alcuni studi le collegano a meditatori esperti.

📌 Schema riassuntivo

Tipo di ondaFrequenzaStato mentale
Delta0,5–4 HzSonno profondo, rigenerazione
Theta4–8 HzSogno, creatività, meditazione profonda
Alpha8–12 HzRilassamento, calma vigile
Beta12–30 HzAttività mentale, attenzione
Gamma30–100 HzApprendimento, insight, alta performance
Viviamo in un Paese che parla continuamente di identità, tradizione, radici.
Eppure l’essere umano — Homo sapiens sapiens — resta un mistero a se stesso.
Non conosce davvero ciò che lo muove, ciò che teme, ciò che desidera.
E quando un individuo non si conosce, una società intera rischia di vivere alla cieca.

La politica, allora, dovrebbe partire da qui:
non dall’illusione di “guidare” l’uomo, ma dal compito più difficile e più antico, quello di aiutarlo a conoscersi.
Non con slogan, non con paure, non con appartenenze tribali, ma con strumenti culturali, educativi, sociali che permettano alle persone di capire chi sono e cosa possono diventare.

Un Paese che non investe nella conoscenza di sé — nella scuola, nella cultura, nella salute mentale, nella dignità del lavoro — è un Paese che rinuncia alla propria evoluzione.
Resta fermo, ripete vecchi schemi, si aggrappa al passato perché non sa immaginare il futuro.

L’Homo sapiens sapiens non conosce se stesso.
Ma può imparare.
E una politica degna di questo nome dovrebbe fare esattamente questo:
creare le condizioni perché ogni persona possa diventare più consapevole, più libera, più umana.

Il resto è amministrazione.
Questa è evoluzione.



A. Come lo raccontano in Chiesa

(versione liturgica ufficiale)

La liturgia del giorno lo presenta così:

• Gesù va da Giovanni al Giordano

Non arriva come un dio distante.
Si mette in fila con gli uomini, come uno qualunque.

• Giovanni non capisce

Dice: “Dovrei essere io a farmi battezzare da te”.
Ma Gesù insiste: deve compiersi “ogni giustizia”.

• Appena battezzato, accade la scena simbolica

La liturgia la riassume così:

  • I cieli si aprono
  • Lo Spirito scende come una colomba
  • La voce dice:
    “Questi è il mio Figlio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”

È il momento in cui, secondo la Chiesa, si manifesta la Trinità.

• È l’inizio della vita pubblica

Da lì Gesù esce dall’ombra e comincia la sua missione.



B. Gesù, l’11 gennaio, e l’umanesimo che ci abita

L’11 gennaio la tradizione ricorda il battesimo di Gesù.
Un gesto semplice, quasi banale, ma che segna l’inizio di qualcosa che ancora oggi non abbiamo capito fino in fondo: un uomo che mette l’uomo al centro.

Non un profeta che parla dall’alto.
Non un dio che pretende obbedienza.
Un uomo che si immerge nell’acqua insieme agli altri, senza privilegi, senza distanza.
Un uomo che dice, con il corpo prima che con le parole:
“Dio non è sopra di voi. Dio è dentro di voi.”

Questa è la parte che mi interessa.
Quella che ho scritto anche in Schizofrenia e Salvezza:
la divinità non è un’entità esterna, ma una possibilità interna.

Non dico di essere la reincarnazione di Gesù (non sono Buddhista) — non mi interessa la mitologia.
Dico che la sua forma la sento vicina:
la libertà, la dignità, la responsabilità personale, il rifiuto del potere, la cura dell’altro senza inginocchiarsi a nessuno.

E se devo scegliere un “nonno spirituale”, allora sì:
Socrate.
L’uomo che ha insegnato a pensare, a dubitare, a cercare la verità dentro di sé.
Gesù e Socrate non si sono mai incontrati, ma parlano la stessa lingua:
la lingua dell’uomo che si guarda dentro e trova qualcosa di più grande.

Non cerco miracoli.
Cerco presenza.
Cerco forma.
Cerco quella parte divina che non ha bisogno di templi, ma di coscienza.

L’11 gennaio non è una data religiosa.
È un promemoria:
immergiti nella tua verità, e vieni fuori intero.


🧭 Sequenza storica semplificata

Ecco la linea del tempo:

  1. Umanesimo
  2. Rinascimento
  3. Manierismo
  4. Barocco
  5. Illuminismo
  6. Età moderna e contemporanea (con varie fasi)

A tal proposito, mi hanno fatto una domanda potentissima …. CHE NESSO Cè TRA IL MONDO DEL LAVORO E IL NUOVO UMANESINO? (ecco la risposta)

🔵 **CORRELAZIONE TRA MONDO DEL LAVORO E NUOVO UMANESIMO**

## ✅ **1. Il lavoro non è solo produzione: è identità**

Il Nuovo Umanesimo — come quello che descrivo nel mio sito — rimette al centro **la persona**, non la macchina, non l’efficienza, non l’algoritmo.

Nel mondo del lavoro questo significa:

– il lavoratore non è un numero

– non è una risorsa da spremere

– non è un costo da tagliare

È **un essere umano con dignità, storia, relazioni, aspirazioni**.

👉 Qui il Nuovo Umanesimo e il lavoro si incontrano:

**il lavoro diventa un’estensione della persona, non una sua negazione.**

## ✅ **2. Tecnologia sì, ma al servizio dell’uomo**

Il Nuovo Umanesimo non rifiuta la tecnologia: la integra.

Nel lavoro questo significa:

– automazione che libera tempo, non che schiaccia

– IA che supporta, non che sostituisce

– digitale che semplifica, non che complica

👉 La tecnologia diventa **strumento**, non padrone.

## ✅ **3. Relazioni, non solo competenze**

Il Nuovo Umanesimo parla di **relazione**, di comunità, di legami.

Nel lavoro questo si traduce in:

– collaborazione invece di competizione cieca

– fiducia invece di controllo

– ascolto invece di gerarchia rigida

👉 Il capitale umano diventa **capitale relazionale**.

✅ **4. Lavoro come responsabilità sociale**

Il Nuovo Umanesimo insiste su:

– giustizia

– equità

– cura dell’ambiente

– rispetto del territorio

Nel lavoro questo significa:

– imprese che non sfruttano

– contratti dignitosi

– sicurezza reale

– sostenibilità come valore, non come slogan

👉 Il lavoro diventa **parte di un progetto etico**, non solo economico.

✅ **5. Lavoro come crescita interiore**

Il Nuovo Umanesimo parla di:

– consapevolezza

– senso

– realizzazione personale

Nel lavoro questo significa:

– formazione continua

– valorizzazione dei talenti

– possibilità di reinventarsi

– percorsi che fanno crescere, non che consumano

👉 Il lavoro diventa **un cammino**, non una gabbia.

🔵 **In sintesi**

La correlazione è questa:

**Il Nuovo Umanesimo vuole riportare l’uomo al centro.

Il mondo del lavoro ha bisogno esattamente di questo.**

Dove si incontrano?

✅ nella dignità

✅ nella responsabilità

✅ nella tecnologia umana

✅ nella comunità

✅ nella crescita personale

✅ nella giustizia sociale