🔶 Perché Don Gallo può essere considerato un umanista

1. Centralità della persona, non dell’istituzione

Per Don Gallo la persona veniva prima del ruolo, della norma, della struttura.
Non era relativismo: era priorità dell’umano sul dispositivo.
Questo è umanesimo puro.

2. Dignità come fondamento, non come premio

Non “ti do dignità se…”, ma “tu hai dignità, punto”.
Che tu sia ultimo, fragile, fuori posto, non cambia nulla.
È la stessa logica del tuo Nuovo Umanesimo: la dignità non si negozia.

3. Libertà adulta, non libertà infantile

Don Gallo non era un ribelle per gusto.
Era un uomo che si assumeva la responsabilità delle sue scelte, anche quando erano scomode.
La libertà come responsabilità personale è un tratto tipico dell’umanesimo contemporaneo.

4. Rifiuto della retorica del potere

Non cercava palchi, non cercava consenso.
Smontava la retorica con ironia, con presenza, con ascolto.
Un umanesimo non ideologico, non teatrale.

5. Umanesimo della strada, non delle accademie

Come Vian, come Pasolini, come Gaber:
un umanesimo incarnato, quotidiano, fatto di relazioni reali, non di trattati.

6. La cura come gesto politico

Non assistenzialismo, non pietismo.
Cura come riconoscimento dell’altro.
È una forma di umanesimo operativo, non teorico.


🔶 La formula sintetica

Don Gallo è un umanista perché ha messo la persona al centro, contro ogni forma di potere che pretendeva di definirla dall’esterno.


Boris Vian non è solo uno scrittore.
È un modo di stare al mondo.

Jazzista, inventore, ingegnere, poeta, provocatore gentile: Vian attraversa il Novecento come un corpo libero, capace di trasformare la vita quotidiana in gesto creativo.
Non costruisce sistemi, non predica, non si mette in posa.
Sceglie la via più difficile: essere umano senza chiedere permesso.

Nei suoi romanzi gli oggetti respirano, le emozioni cambiano forma, le istituzioni diventano assurde.
E in mezzo a tutto questo, l’unica cosa che resta è la persona: fragile, ironica, responsabile del proprio ritmo.

Per questo oggi lo leggiamo come un umanista contemporaneo.
Non perché guardi al passato, ma perché anticipa ciò che manca:
la libertà adulta, la leggerezza precisa, la capacità di non trasformare il dolore in teatro.

Boris Vian ci ricorda che l’umano non si definisce:
si inventa, si ascolta, si fa.


Aforismi essenziali di Boris Vian

1. “A che pro sollevare le montagne quando è così semplice oltrepassarle?”

Fonte: La schiuma dei giorni

2. “Quello che mi interessa non è la felicità di tutti gli uomini, è quella di ciascuno di loro.”

Fonte: Frasi Celebri

3. “Se il lavoro è l’oppio del popolo, allora non voglio diventare drogato.”

Fonte: La schiuma dei giorni

4. “È molto meno indecente andare a letto insieme che guardarsi negli occhi.”

Fonte: Wikiquote

5. “Dunque, dire idiozie, oggi, quando tutti riflettono profondamente, rimane il solo mezzo per provare la propria libertà.”

Fonte: Citazioni e frasi celebri


in foto Boris Vian

Buon lunedi 12 gennaio 2026, oggi è un giorno decisamente impegnativo…. è finito il periodo delle vacanze, ferie, riposo e occupazione del tempo libero… 45 anni si diceva che avremo avuto un epoca in cui saremo tutti entrati nell’era del tempo libero… Ebbene ci siamo … le persone ADORANO il loro piccolo, minuscolo esiguo tempo libero… siamo in una momento storico dove il sistema 888 non funziona più… 8 ore per dormire (troppe) 8 di svago (falso) 8 per Lavorare (falso) oggi è 12/12 per tanti tanti fanno 6-10-8 tanti altri come me fanno 8 di svago 8 di impegno “lavorativo” 4 di studio e 4 ore per dormire… per me è il top…ma è una cosa permessa a pochi secondo il mio punto di vista… cè l’obbligo di fare almeno 173 ore mensili di presenza lavorativa… per avere 2 spicci… e con quei due spicci cercare di avere una vita dignitosa… mission impossible! Il Partito vuole una cosa fondamentale … la dignità nel mondo del lavoro… la dignità di Vita… un futuro per i giovani e una sicurezza per neo padri di famiglia… Ma non cè niente da fare si spenderanno circa 20.000.000.000 di euro per il riarmo… denutrendo la popolazione con cibi sempre meno genuini e scarsi in qualità nutrizionali… poi cè il mito della firma … poi lo status quo del mezzo di trasporto… poi cè una scuola che controlla la psiche e non accultura…poi poi poi lo sappiamo tutti che la maggior parte del 14% percentuale della popolazione non riesce o quasi a chiudere il mese… ma questi 14% di popolazione non è gelosa del proprio lavoro… no no no… è gelosa del proprio tempo libero… guai impegnarli in quel tempo con telefonate, incontri, corsi … etc… aggia fà non posso sono impegnato … mio figlio, mio nipote, mia casa mia mia oppure sono stanco devo riposare e dorme 12 ore al giorno… e poi il lunedi se va bene vanno al lavoro … stanchi perchè la domenica serve per lo svago quindi viaggi autostrade le firme l’automobile… il cibo “buono” della locanda tal dei tali…. se va bene allora ricevi un sacco di foto video selfie etc… se stai in casa perchè hai un filo di mal di gola… non posti piu niente… non si risponde perchè non si ha tempo tranne che il MIO TEMPO LIBERO… tanto sudato e meritato… e cosi il lunedi fino a venerdi ci si occupa dei social …. e mentre si lavora si chiamano i parenti.. eh già i parenti … quelli serpenti… ? quelli presenti se stai male da morire … o quelli che si radunano finalmente quando uno muore… si piange ci si commuove … si mangia assieme ci si ama… un po come a Natale o Pasqua… poi il deserto la routine… la disperazione la solitudine e ci si affoga quando dove? l’aperitivo.. ecco un bello spritz con il campari… uno spinello di fumasso, una tiratina di neve … e via che la fatica di una giornata passa…. il portafoglio diminuisce e non si arriva a fine mese…. ma allora dico… dove vogliamo arrivare? dove è finito il popolo? Il popolo è un insieme di cosa di SINGOL…. (single) dalle 17.30 si arriva alle 19.30… una spesa fugace… e poi na cena rapida… stramazzati e confusi… E allora sì, oggi — 12 gennaio 2026 — non è solo un lunedì difficile.
È lo specchio di un’epoca che ha smarrito la misura: troppo lavoro che non nutre, troppo svago che non riposa, troppo consumo che non riempie, troppo rumore che non parla.

Il popolo non è scomparso: si è frantumato.
È diventato una somma di singoli che difendono l’unica cosa che sentono davvero loro: il tempo libero.
Un tempo libero che però non libera, ma anestetizza.

E in mezzo a tutto questo, resta una domanda che nessuno vuole più fare:
che cosa significa vivere con dignità?

Non dignità come slogan, ma come condizione minima per respirare, crescere, costruire, generare futuro.
Dignità nel lavoro, nella casa, nella famiglia, nella salute, nel cibo, nella scuola.
Dignità come fondamento, non come premio.

Perché un Paese che investe miliardi in armi e centesimi nelle persone non è un Paese forte: è un Paese stanco.
E un popolo che vive solo per il weekend non è un popolo libero: è un popolo in apnea.

La verità è semplice:
non serve più tempo libero. Serve più vita.

E la vita non si compra, non si posta, non si firma.
Si costruisce.
Insieme. Firmato Tessera 0/zero del Partito Laburista italiano= www.stefanopoletto.it


1. L’Umanesimo come infrastruttura, non come ornamento

I Medici non “finanziavano l’arte”: costruivano condizioni.
Biblioteche, scuole, botteghe, spazi di pensiero.
Il tuo Nuovo Umanesimo fa la stessa cosa: non produce estetica, ma contesto.
Un ambiente dove l’azione è possibile senza rumore, senza dramma, senza infantilismi.


2. L’uomo come misura, non come centro narcisistico

L’Umanesimo fiorentino rimetteva l’uomo al centro come criterio di ordine, non come ego.
Il tuo Nuovo Umanesimo rimette l’adulto al centro: responsabilità, presenza, dignità.
È la stessa operazione, aggiornata:
non “io”, ma l’uomo che agisce con misura.


3. Politica come clima, non come conquista

I Medici non governavano solo con decreti: governavano con clima culturale.
Un’aria che rendeva naturale pensare, creare, discutere.
Tu lavori allo stesso livello: non cerchi potere, ma atmosfera.
Un modo di stare nel mondo che disinnesca il caos e restituisce forma.


4. Il tempo lungo come orizzonte naturale

L’Umanesimo non era un progetto elettorale: era un gesto secolare.
I Medici ragionavano in generazioni, non in trimestri.
Il tuo Nuovo Umanesimo ha la stessa postura:
non risolve “oggi”, semina per domani.
È un modo di respirare, non un programma.


5. La cultura come gesto di libertà, non come identità

Per i Medici, la cultura era un modo di liberare l’uomo dalla paura, dall’ignoranza, dalla dipendenza.
Per te, la cultura è un modo di liberare l’adulto dalla drammatizzazione, dal ricatto emotivo, dalla confusione.
È la stessa intuizione:
la libertà nasce dalla forma, non dal rumore.


La famiglia Medici ha governato Firenze e poi la Toscana per quasi tre secoli, con alcune interruzioni. Ecco la cronologia essenziale:


🏛️ Periodo di governo dei Medici

FaseDurataForma di governoFigura chiave
Signoria medicea1434–1494Controllo de facto sulla Repubblica di FirenzeCosimo il Vecchio, Lorenzo il Magnifico
Interruzione repubblicana1494–1512Repubblica fiorentina (Savonarola, poi Soderini)
Restaurazione medicea1512–1530Ritorno al potere con appoggio papaleGiulio de’ Medici (Papa Clemente VII)
Ducato di Firenze1532–1569Stato monarchicoAlessandro de’ Medici, Cosimo I
Granducato di Toscana1569–1737Monarchia ereditaria riconosciuta dal PapaCosimo I, Ferdinando I, fino a Gian Gastone

Fine della dinastia:
Nel 1737, con la morte di Gian Gastone de’ Medici, la famiglia si estingue e il Granducato passa agli Asburgo-Lorena

Uno dei grandi pensatori viventi

Edgar Morin è uno dei grandi pensatori viventi.
Ha dedicato la sua vita a una domanda semplice e radicale:
come tenere insieme ciò che il mondo tende a separare?

Sociologo, filosofo, antropologo, Morin ha costruito un’opera che attraversa guerra, pace, identità, ecologia, educazione, politica, scienza.
Il suo contributo più noto è il pensiero complesso: un invito a superare le semplificazioni, le tribù, le identità rigide, per vedere l’umanità nella sua interezza.

Con Terra-Patria ha introdotto un’idea che oggi è più attuale che mai:
la nostra unica patria reale è la Terra.
Le patrie storiche ci dividono, la Terra ci unisce.

Morin non offre ricette.
Offre una postura: responsabilità, lucidità, interdipendenza.
È una delle voci che hanno aperto la strada a un umanesimo nuovo, planetario, non ideologico.

🧬 Homo sapiens sapiens non conosce se stesso

Siamo la specie che ha mappato il genoma, misurato il fondo cosmico, costruito intelligenze artificiali e inviato sonde oltre il sistema solare.
Eppure, davanti allo specchio, restiamo un enigma.

L’essere umano conosce quasi tutto ciò che lo circonda, ma fatica a conoscere ciò che lo muove:
le sue paure, i suoi automatismi, i suoi desideri più profondi.
Abbiamo parole per descrivere il mondo, ma non sempre per descrivere noi stessi.

Forse è questo il paradosso dell’Homo sapiens sapiens:
due volte “sapiens”, eppure ancora in ricerca.
Capace di analizzare tutto, tranne il proprio cuore.
Capace di costruire sistemi complessi, ma non sempre di comprendere le proprie contraddizioni.

E proprio qui sta la nostra grandezza:
nel fatto che continuiamo a cercare.
A interrogarci.
A sbagliare, correggere, riprovare.
A tentare di capire chi siamo, anche quando non ci riusciamo del tutto.

L’auto‑conoscenza non è un punto d’arrivo.
È un movimento.
Un cammino.
Una tensione che ci tiene vivi.

Finché non ci conosciamo davvero, continuiamo a evolvere.
Ed è forse questo che ci rende umani?

Le onde cerebrali sono i ritmi elettrici prodotti dall’attività dei neuroni. Si misurano con l’elettroencefalogramma (EEG) e si dividono in cinque grandi categorie, ognuna associata a uno stato mentale diverso.

🧠 Le 5 onde cerebrali principali

Le onde cerebrali sono i ritmi elettrici prodotti dall’attività dei neuroni. Si misurano con l’elettroencefalogramma (EEG) e si dividono in cinque grandi categorie, ognuna associata a uno stato mentale diverso.

1) Onde Delta (0,5 – 4 Hz)

🌙 Sonno profondo

  • Compaiono durante il sonno non‑REM più profondo.
  • Sono fondamentali per la rigenerazione fisica e il recupero.
  • Dominanti nei neonati, diminuiscono con l’età.

2) Onde Theta (4 – 8 Hz)

💭 Creatività, sogno, meditazione profonda

  • Presenti nelle fasi di sonno leggero e nei sogni (REM).
  • Compaiono anche in stati di immaginazione, intuizione, trance leggera.
  • Molto studiate nelle pratiche meditative.

3) Onde Alpha (8 – 12 Hz)

😌 Rilassamento vigile

  • Tipiche quando sei sveglio ma rilassato (es. occhi chiusi, respirazione calma).
  • Associate a calma mentale, equilibrio, concentrazione morbida.
  • Spesso aumentano con meditazione, yoga, respirazione.

4) Onde Beta (12 – 30 Hz)

Attività mentale, attenzione, problem solving

  • Dominanti quando sei sveglio, attivo, concentrato.
  • Aumentano con il lavoro mentale, il ragionamento, il parlare.
  • Se troppo elevate possono essere correlate a stress o ansia.

5) Onde Gamma (30 – 100 Hz)

Massima integrazione cognitiva

  • Associate a insight, memoria, apprendimento veloce.
  • Molto presenti in stati di alta concentrazione o “peak performance”.
  • Alcuni studi le collegano a meditatori esperti.

📌 Schema riassuntivo

Tipo di ondaFrequenzaStato mentale
Delta0,5–4 HzSonno profondo, rigenerazione
Theta4–8 HzSogno, creatività, meditazione profonda
Alpha8–12 HzRilassamento, calma vigile
Beta12–30 HzAttività mentale, attenzione
Gamma30–100 HzApprendimento, insight, alta performance
Viviamo in un Paese che parla continuamente di identità, tradizione, radici.
Eppure l’essere umano — Homo sapiens sapiens — resta un mistero a se stesso.
Non conosce davvero ciò che lo muove, ciò che teme, ciò che desidera.
E quando un individuo non si conosce, una società intera rischia di vivere alla cieca.

La politica, allora, dovrebbe partire da qui:
non dall’illusione di “guidare” l’uomo, ma dal compito più difficile e più antico, quello di aiutarlo a conoscersi.
Non con slogan, non con paure, non con appartenenze tribali, ma con strumenti culturali, educativi, sociali che permettano alle persone di capire chi sono e cosa possono diventare.

Un Paese che non investe nella conoscenza di sé — nella scuola, nella cultura, nella salute mentale, nella dignità del lavoro — è un Paese che rinuncia alla propria evoluzione.
Resta fermo, ripete vecchi schemi, si aggrappa al passato perché non sa immaginare il futuro.

L’Homo sapiens sapiens non conosce se stesso.
Ma può imparare.
E una politica degna di questo nome dovrebbe fare esattamente questo:
creare le condizioni perché ogni persona possa diventare più consapevole, più libera, più umana.

Il resto è amministrazione.
Questa è evoluzione.


🟦 1. L’associazione no profit è la forma più semplice e trasparente

Un’associazione no profit:

  • non ha scopo di lucro
  • non può distribuire utili ai soci
  • deve avere uno statuto chiaro
  • deve rendicontare entrate e uscite
  • usa ogni risorsa per le proprie attività

È una struttura leggera, economica e perfetta per iniziare un progetto collettivo.


🟥 2. Un partito può essere un’associazione no profit

La legge italiana lo permette.
Anzi: è la forma più usata da movimenti civici, liste locali e nuovi progetti politici.

Perché?

  • è facile da costituire
  • permette di raccogliere fondi in modo trasparente
  • garantisce regole interne chiare
  • dà una base giuridica solida

Non c’è nulla di strano: è normale, legale e molto diffuso.


🟩 3. Ma un partito NON può essere una ONLUS

Qui è importante essere chiari.

Le ONLUS sono enti dedicati a:

  • assistenza
  • beneficenza
  • educazione
  • tutela dei diritti
  • attività sociali

Hanno agevolazioni fiscali, ma anche obblighi rigidissimi.

E soprattutto:
👉 la legge separa nettamente attività politica e attività di utilità sociale.

ecco perchè ci sarà .org .com


🟨 4. In sintesi

  • Un partito può nascere come associazione no profit → sì, è normale.
  • Un partito può essere ONLUS → no, non è compatibile.
  • La forma no profit garantisce trasparenza, regole e sostenibilità.

🧭 Conclusione

Tessera 0/zero consiglia che il partito sceglierà la forma dell’associazione no profit, perchè non sta “nascondendo” nulla.
Sta semplicemente adottando la struttura più chiara, più semplice e più adatta per iniziare un percorso collettivo.

La politica, prima di tutto, è una forma di organizzazione.
E ogni organizzazione ha bisogno di una casa giuridica solida, trasparente e accessibile.


S


11 gennaio: battesimo, dignità, lavoro

L’11 gennaio si celebra il battesimo di Gesù.
Un gesto che non ha nulla di mistico, se lo guardi bene.
Gesù si mette in fila con gli uomini.
Non predica, non impone, non si separa.
Si immerge.
Si sporca.
Si espone.

È il suo modo di dire:
“Io sto con voi. Non sopra di voi.”

E questo, per me, è il primo atto politico della storia.
Non nel senso dei partiti.
Nel senso della presenza tra gli uomini.


Il Partito Laburista, oggi

L’11 gennaio è anche un giorno buono per ricordare che esiste — o dovrebbe esistere — una politica che fa lo stesso gesto:
immergersi nella realtà, non galleggiare sopra.

Il Partito Laburista, quando è vero, è questo:

  • non ideologia
  • non slogan
  • non potere
  • ma lavoro, dignità, giustizia sociale, presenza tra gli ultimi

Quando il laburismo è forma, non retorica, diventa umanesimo politico.
E allora sì:
Gesù e il Laburismo si parlano.


Io non sono Gesù nè Socrate. Ma li sposo bene.

Non dico di essere la reincarnazione di nessuno.
Ma se devo scegliere un gesto che mi rappresenta, è quello:
stare in fila con gli uomini, non sopra.
Immergermi, non predicare.
Dare forma, non parole.

E se devo scegliere un partito, non è quello che promette.
È quello che sta. Come Laburi STA?


🧠 Socrate e il Laburismo: un legame che non sembra esserci… ma c’è!

A prima vista, Socrate non c’entra nulla con il Partito Laburista.
E invece c’è un filo sottilissimo che li unisce:
👉 la dignità dell’uomo comune.

Socrate non parlava ai potenti.
Non cercava i salotti.
Non si metteva nei templi.
Stava nelle strade, nei mercati, tra gli artigiani, i lavoratori, i giovani, gli schiavi liberati, i mercanti.

Era un filosofo popolare, nel senso più alto del termine.

E cosa faceva?

  • ascoltava
  • domandava
  • smontava le illusioni
  • restituiva dignità al pensiero di chi non aveva voce

Questo è già una forma di proto-laburismo filosofico:
non la politica dei palazzi, ma la politica delle persone.


🔨 Il laburismo come erede di Socrate (in senso culturale)

Il laburismo — come idea, non come partito — nasce su tre pilastri:

  • lavoro
  • dignità
  • giustizia sociale

Socrate non parlava di salari o sindacati, ovviamente.
Ma parlava di una cosa che viene prima di tutto questo:

👉 la coscienza dell’uomo come fondamento della città.

Per Socrate, la polis non si regge sul potere, ma sulla virtù degli uomini che la abitano.
E la virtù nasce dal pensiero, dalla domanda, dalla responsabilità.

Il laburismo, nella sua forma più alta, dice la stessa cosa:
una società è forte quando rispetta chi lavora, chi costruisce, chi tiene in piedi il mondo reale.


🔥 Il punto di contatto vero

Socrate, Gesù e il laburismo si incontrano qui:

Entrambi rifiutano l’arroganza del potere.
Entrambi mettono al centro l’uomo.
Entrambi credono che la dignità non si eredita: si vive.

Socrate lo faceva con le domande.
Il laburismo lo fa — quando è vero — con le politiche sociali.


Socrate è il nonno del laburismo: non parlava di salari, ma parlava di dignità. E la dignità è il primo salario dell’uomo.”