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11 gennaio 2026 – domenica ed è la festa del Battesimo di Gesù (il proto umanista)

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A. Come lo raccontano in Chiesa

(versione liturgica ufficiale)

La liturgia del giorno lo presenta così:

• Gesù va da Giovanni al Giordano

Non arriva come un dio distante.
Si mette in fila con gli uomini, come uno qualunque.

• Giovanni non capisce

Dice: “Dovrei essere io a farmi battezzare da te”.
Ma Gesù insiste: deve compiersi “ogni giustizia”.

• Appena battezzato, accade la scena simbolica

La liturgia la riassume così:

  • I cieli si aprono
  • Lo Spirito scende come una colomba
  • La voce dice:
    “Questi è il mio Figlio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”

È il momento in cui, secondo la Chiesa, si manifesta la Trinità.

• È l’inizio della vita pubblica

Da lì Gesù esce dall’ombra e comincia la sua missione.



B. Gesù, l’11 gennaio, e l’umanesimo che ci abita

L’11 gennaio la tradizione ricorda il battesimo di Gesù.
Un gesto semplice, quasi banale, ma che segna l’inizio di qualcosa che ancora oggi non abbiamo capito fino in fondo: un uomo che mette l’uomo al centro.

Non un profeta che parla dall’alto.
Non un dio che pretende obbedienza.
Un uomo che si immerge nell’acqua insieme agli altri, senza privilegi, senza distanza.
Un uomo che dice, con il corpo prima che con le parole:
“Dio non è sopra di voi. Dio è dentro di voi.”

Questa è la parte che mi interessa.
Quella che ho scritto anche in Schizofrenia e Salvezza:
la divinità non è un’entità esterna, ma una possibilità interna.

Non dico di essere la reincarnazione di Gesù (non sono Buddhista) — non mi interessa la mitologia.
Dico che la sua forma la sento vicina:
la libertà, la dignità, la responsabilità personale, il rifiuto del potere, la cura dell’altro senza inginocchiarsi a nessuno.

E se devo scegliere un “nonno spirituale”, allora sì:
Socrate.
L’uomo che ha insegnato a pensare, a dubitare, a cercare la verità dentro di sé.
Gesù e Socrate non si sono mai incontrati, ma parlano la stessa lingua:
la lingua dell’uomo che si guarda dentro e trova qualcosa di più grande.

Non cerco miracoli.
Cerco presenza.
Cerco forma.
Cerco quella parte divina che non ha bisogno di templi, ma di coscienza.

L’11 gennaio non è una data religiosa.
È un promemoria:
immergiti nella tua verità, e vieni fuori intero.


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