LABORA ET IMPERA


A tutte le donne che sanno.
Che sanno leggere il silenzio e ascoltare il non detto.
Che sanno camminare sul filo sottile tra forza e dolcezza.
Che sanno custodire il dolore senza lasciarsene piegare.
A quelle che sanno che il sapere non è solo nei libri,
ma nei gesti, nei sguardi, nei giorni che si ripetono
e nelle notti che insegnano a respirare piano.
A quelle che sanno dire “no” senza alzare la voce,
che sanno costruire ponti dove altri vedono muri,
che sanno essere madri, sorelle, figlie, amiche,
senza smettere mai di essere se stesse.
A quelle che sanno che la bellezza non è forma,
ma sostanza, presenza, verità.
A tutte le donne che sanno.
Che sanno e continuano a imparare.
Che sanno e non smettono di insegnare.
Che sanno e non chiedono permesso per esistere.
Questo pensiero blu è per voi.
Perché il blu è il colore della profondità,
della saggezza che non ha bisogno di rumore,
della luce che si vede solo se si ha il coraggio di guardare dentro.

LA ZONA ROSSA DELLA NOTTE:
SEPARARE PER INDEBOLIRE?
La riforma costituzionale che separa le carriere tra giudici e pubblici ministeri è stata approvata. Ma dietro il linguaggio tecnico si nasconde una scelta politica profonda: ridefinire il volto della giustizia italiana.
Separare le carriere non significa solo distinguere ruoli. Significa spezzare un equilibrio che ha garantito per decenni l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Significa creare due binari paralleli, con organi di autogoverno distinti, percorsi professionali separati, e una nuova Alta Corte disciplinare. Significa, per molti giuristi, aprire la porta a una giustizia più esposta alle pressioni del potere esecutivo e politico.
La magistratura non è un corpo da dividere, ma una funzione da proteggere. La separazione delle carriere rischia di trasformare il pubblico ministero in un “avvocato dell’accusa”, più vicino al governo che al cittadino. E il giudice? Sempre più solo, sempre più distante da chi conosce le dinamiche investigative.
Questa riforma non nasce da un dibattito giuridico, ma da una narrazione politica: quella che dipinge la magistratura come un problema da risolvere, anziché una garanzia da difendere. E allora, da cittadini consapevoli, dobbiamo chiederci: a chi giova davvero questa separazione?
REFERENDUM 2026 – NON È SOLO UNA RIFORMA, È UNA SCELTA DI CIVILTÀ
Tra pochi mesi saremo chiamati a votare su una questione che tocca il cuore della nostra democrazia: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Una riforma che promette efficienza, ma rischia di compromettere l’indipendenza della magistratura. Una riforma che divide, quando la giustizia dovrebbe unire.
Separare le carriere significa creare due mondi giuridici distinti, con percorsi e organi di autogoverno separati. Ma significa anche rendere il pubblico ministero più vicino al potere esecutivo, e il giudice più isolato nel suo ruolo. Significa indebolire il principio di imparzialità, che è il fondamento di ogni Stato di diritto.
Il referendum non è un tecnicismo. È una chiamata alla responsabilità. È il momento in cui ogni cittadino può dire: voglio una giustizia libera, autonoma, non piegata agli interessi di parte.
Verso un Nuovo Umanesimo significa anche questo: difendere le istituzioni che proteggono la dignità umana, anche quando non fanno rumore, anche quando sembrano lontane.
Prepariamoci. Informiamoci. Parliamone. Perché il voto non è solo un diritto: è un atto di coscienza.

La zona Rossa della notte!
Dopo aver visto Benigni con Vespa e Matteo Gracis che mirava a Mario Draghi:
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Perché gli stipendi in Italia sono bassi?
Non è colpa di Draghi se ha tanti soldi.
Uno: ci ha saputo fare.
Due: probabilmente è nato con la camicia.
Tre: il capitalismo americano, trapiantato in un’Europa gestita da monarchi, **non ha portato i frutti sperati**.
Nel frattempo, la sinistra insiste con la Pubblica Amministrazione, ma **non si adegua al sistema capitalista**.
Serve una riforma economico-contabile radicale.
Bisogna decidere: **tutti liberi professionisti**, o continuiamo con questo guazzabuglio tra pubblico e privato?
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Gli stipendi sono bassi per cause strutturali:
– Inflazione
– Produttività stagnante
– Contratti scaduti
– Cuneo fiscale elevato
– Scarsa innovazione economica
Ma soffermiamoci sulla **produttività**:
È il rapporto tra impegno economico ed efficacia.
Le PA hanno un impatto economico enorme… per una resa scarsa.
**Questo è un danno. Per tutti noi.**
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La PA rappresenta il “campo largo” dell’attuale centrosinistra,
che **non sa fare autocritica**
e **non riesce a riformarsi** in un partito unico.
Troppi movimenti, troppi simboli, troppa nostalgia.
Il problema è che la sinistra italiana è **cattocomunista e conservatrice**.
Serve qualcuno di **carismatico, economicamente indipendente**, che raccolga tutto sotto **una bandiera rossa nuova**, senza simboli antichi, trasformando il nucleo ortodosso ed esiguo di imboscati delle PA
in **apparato produttivo ad alta resa**.


“Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non si è cenato bene.” — Virginia Woolf
La filosofia non è un lusso per pochi, né un esercizio astratto. È uno strumento vivo, quotidiano, che ci aiuta a comprendere l’umano in tutte le sue sfumature. In un tempo che ci spinge alla velocità, alla semplificazione, al consumo, la filosofia ci invita a rallentare, a osservare, a porre domande.
Pensare filosoficamente non significa avere tutte le risposte, ma accettare il dubbio come compagno di viaggio. Significa cercare senso nei gesti semplici, nelle relazioni, nelle contraddizioni che ci abitano.
Questo spazio nasce per condividere pensieri che emergono dall’ascolto, dalla lettura, dalla vita. Non per insegnare, ma per dialogare. Perché comprendere l’umano non è un esercizio solitario: è un cammino che si fa insieme.
La filosofia non è solo per le biblioteche o le aule universitarie. È una compagna di viaggio, discreta ma potente, che ci aiuta a leggere il mondo con occhi più attenti. In un tempo in cui tutto sembra urgente, la filosofia ci invita a fermarci, a respirare, a chiederci: “Cosa conta davvero?” (Nei commenti le gradite vostre risposte!)



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