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1001 alla Rocca Strozzi, Campi Bisenzio (FI)

Ora
Venerdì 1 Luglio · 21.00 – 22.00

Luogo
Rocca Strozzi, Campi Bisenzio (FI)

Creato da

Maggiori informazioni
Romano Editore ha il piacere di invitarvi alla presentazione del libro 

1001 buoni motivi per rifarsi le tette

Confessioni di una maggiorata pericolosa.

Monica Micheli Panozzo è l’autrice del fortunato libro “1001 buoni motivi per rifarsi le tette”, cronaca semiseria di come possa cambiare la vita di una donna dopo l’operazione di mastoplastica additiva. Il saggio satirico dipinge con sottile ironia il mondo maschile, la condizione femminile in Italia e si sofferma inoltre sull’importanza della prevenzione del tumore alla mammella.
La signora, già ospite di Paolo Bonolis, Platinette, e dei tanti pomeriggi televisivi sarà intervistata dal carismatico showman Bruno Santini.
L’incontro vanterà inoltre la prestigiosa presenza dello psicoterapeuta Dott. Riccardo Fantechi.

VENERDì 1 LUGLIO ORE 21,00
ROCCA STROZZI
Campi Bisenzio (FI)

INGRESSO LIBERO

 

Intervista su city.corriere.it

Intervista su GQ.com

1001 BUONI MOTIVI PER RIFARSI LE TETTE – Confessioni di una maggiorata pericolosa

(testo tratto dalla Prefazione)

Partire in quarta, per me, è più che un modo di dire.

Posso senza dubbio affermare che la mia vita abbia acquisito una marcia in più – o meglio, due – dal giorno dell’operazione di mastoplastica additiva.

Tanto che sono solita distinguere la mia esistenza nelle fasi A.T. e D.T, dove il primo acronimo sta per Avanti Tette e il secondo per Dopo Tette (si noti quindi il rispetto reverenziale, quasi religioso, che riservo ad un evento per me tanto significativo).

In tutta sincerità, non mi aspettavo che tale scelta, covata fin dalla più cruda adolescenza, avrebbe agito sul mio futuro in maniera così sostanziale. Sì, sapevo che avrebbe modificato non poco la mia immagine, regalandole un’armoniosità prima negata. Ma vedevo ciò come un intimo, personalissimo dono fatto a me stessa per ricompensarmi di quello che reputavo un furto fatto da un demone dispettoso – il Rubabocce? lo Sgraffignapoppe? – ai danni della mia femminilità.

Come ha sempre detto mio padre, infatti, una donna deve avere le tette (uhm… materiale per il mio psicanalista?!).

La ritengo una sentenza universalmente valida ed attuale, malgrado qualche posseduto dal sopraccitato fastidioso folletto tenti da anni di farci bere il contrario.

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